
Se stai sfogliando questo sito in cerca di notizie, curiosità e consigli, con molta probabilità sei un futuro o futura sposa, ed è a te che vanno i nostri più sentiti auguri per il vostro giorno più importante e per l’importante scelta che avete fatto, di condividere la vita con un’altra persona, nel bene e nel male, sostenendovi a vicenda dandovi forza l’un l’altro.
In questa sezione vogliamo darvi qualche piccolo consiglio, a lui e a lei, affinché entrambi gli sposi siano il più perfetti possibile in un giorno cosi importante, con l’augurio che possiate trovare informazioni utili nelle nostre rubriche.
In Sardegna, antica terra ricca di tradizioni e usanze, i matrimoni sono contraddistinti da molte usanze e tradizioni, che affondano le loro origini in tempi remoti, e che per tradizione sono ancora oggi rispettati, soprattutto man mano che ci si addentra nel territorio interno e le tradizioni sono ancora più radicate.
Non tutti sanno che l’usanza che lo sposo vada a prendere la sposa a casa di lei è un’usanza della nostra isola, e da li gli sposi intraprendono il cammino verso la Chiesa (o in comune) insieme, probabilmente a simboleggiare il cammino della vita che entrambi, da li in avanti, percorreranno insieme.
Altra usanza nella nostra isola è quella, subito dopo che lo sposo incontra la sposa sull’uscio di casa sua, di rompere a terra dei piatti da cucina, pieni di riso, caramelle, monetine, mandorle e in qualche occasione strisce di carta colorata, in segno di augurio per una vita fatta di prosperità e di abbondanza. Ovviamente i piatti gettati in terra dovranno frantumarsi, diversamente sarebbe un segno di cattivo auspicio, e se i piatti non si rompono, si ripeterà il lancio fin tanto che ogni piatto non si sarà rotto.
C’è anche la leggenda legata al pane che si fa in occasione delle nozze.
La leggenda dice che le antiche fate che abitano nelle grotte , le Janas , attrassero a loro una donna per insegnarle l’arte di fare il pane rituale. Il primo impasto si realizzò nell’intimità della caverna, con purissima acqua di sorgente e farina di grano dell’ultimo raccolto. La donna partecipava al rito con un silenzio religioso ebbra di saggezza e di amore. Le Janas le affidarono “sa madriga” la matrice, il fermento originario, da tramandare di famiglia in famiglia, con lo scopo di rendere nota a tutti l’origine del pane votivo.
Tuttora in molte zone della Sardegna, si realizza la tradizione religiosa della lavorazione del pane: la lavorazione inizia con lo scoccare della mezzanotte e finisce alla sera con il suono delle campane dell’Ave Maria . L’impasto fra farina e acqua, rappresenta la creazione originale con i suoi componenti primordiali: acqua di sorgente (acqua) , farina di grano (terra), aria e fuoco.
Originariamente la storia della famiglia contadina è caratterizzata dalla trasformazione da grano a pane e la donna rappresenta il punto fermo della famiglia ed anche la creatività dell’arte femminile. Le donne artigiane del pane, iniziano il lavoro tracciando una croce sull’impasto e recitando parole di scongiuro e augurio, e così trasformano la massa informe dell’impasto in corone,cuori,archi, ghirlande , pezzi decorati finemente con fiori, foglie, frutti, uccelli, che solo le donne di Sardegna possono tramandare di famiglia in famiglia con il loro significato rituale e religioso,continuando la tradizione e segnando il tempo dai loro avi a oggi. La corona è uno dei pezzi più classici del pane degli sposi. Decorata con fiori frutti ed uccelli è ben augurante per l’unione della nuova coppia.