La storia



Il rito del matrimonio è una tradizione che ha origini antichissime, e da sempre è stato presente in ogni civiltà con i suoi rituali e tradizioni differenti da cultura a cultura.

In Europa si hanno notizie di questo rito sin dai tempi della Grecia Classica, dove la veste della sposa era molto semplice e lunga, che avvolgeva la donna in tutto il corpo. La stessa tipologia di veste nuziale era presente con qualche lieve differenza nella società romana, dove le donne vestivano come le donne greche con una tunica a coprire il capo e un mantello.

Nel Medioevo, in Europa, il vestito aveva soprattutto lo scopo di preservare il corpo dal freddo, senza particolari attenzioni all’eleganza. Comparirono però a poco a poco alcuni capi che diventarono tradizionali: la lunga camisa di origine araba, le prime brache (indossate dagli uomini sotto la gonna o la cotta), i berretti delle più varie forme.

Nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento si stabilizzarono alcune forme tipiche: per gli uomini il farsetto, i calzoni di maglia attillati, i vari copricapi; per le donne un abito lungo, dalla scollatura rotonda, una sopraveste senza maniche, variamente ornata e di diversi colori.

La moda rinascimentale era molto fastosa: tipiche tra gli uomini le brache larghe e la giubba con le maniche tagliate per far intravedere la fodera; per le donne una gonna larga, il corpetto sul busto a stecche, la camicia ricamata e la ricca zimarra.

Inizialmente il colore tradizionale dell’abito da sposa sia in Occidente che in Oriente era il rosso. In tutte le sue sfumature, dal rosa più tenue al vermiglio acceso, simboleggiava il passaggio della donna dallo stato di nubile a quello di coniugata.

Il bianco, che in tutto il mondo è il colore delle spose, ha fatto la sua comparsa in Inghilterra e precisamente durante il regno della regina Vittoria; il primo abito bianco da sposa che si documenta è quello della principessa Filippa di Inghilterra nel 1406.

Solo le famiglie più ricche potevano concedersi il lusso di fare indossare alle proprie figlie una veste di colore così delicato e facile da sporcare, un abito specialmente confezionato per essere usato un giorno solo della propria vita.

In Italia, le severe disposizioni della Controriforma ispirarono costumi più severi e più semplici: tipico del ’600 è il severo abito nero ravvivato solo dalla gorgiera, un enorme colletto bianco a pieghe.

Il secolo XVIII rappresentò il culmine dell’eleganza: paniers, redingote, gilet e culottes di seta o raso abbondantemente ornate. Dopo la Rivoluzione Francese, Giuseppina Bonaparte lanciò la linea definita Impero con il bustino a vita alta da cui scende la gonna.

Da allora l’abito da sposa divenne sempre più importante, grazie anche alla Regina Vittoria che lanciò uno stile che prende il suo nome, Vittoriano: vita stretta con corpetto aderente e gonna ampia con strascico. Per tutto l’800 e i primi anni del ’900 la sposa seguì la moda da sera. Intorno agli anni Trenta del XX secolo si affermò l’abito come lo intendiamo oggi: bianco, lungo, con il velo e un bouquet di fiori.

La moda



Le ragazze che stanno per vivere il momento del matrimonio, sanno che tra i vari dettagli che renderanno la festa veramente perfetta, l’abito gioca senza dubbio un ruolo di primo piano. L’abito da sposa infatti, gode di un fascino e di un’importanza assolutamente particolari, è l’abito del giorno più importante della vita, è l’abito che deve riassumere la gioia e la felicità della sposa rispettando perfettamente la sua personalità.

Ma ecco che affiorano le incertezze: meglio lungo o corto, importante o disinvolto, classico o spiritoso, vaporoso o aderente, con tanto di volant o in stile impero? L’importante è orientarsi su un modello che valorizzi il proprio corpo, giocando sui pregi, tenendo presente che sarete tutto il giorno al centro dell’attenzione; in questo i negozi e le sartorie specializzati vi saranno comunque di grande aiuto. Se la sposa convolerà a nozze con rito religioso, indosserà di preferenza l’abito bianco lungo.

L’abito corto rappresenta una scelta più sbarazzina, ma non per questo è meno adatto; l’importante è che per entrambe le soluzioni il taglio sia perfetto fin nei minimi particolari ed i tessuti siano pregiati: raso, seta, organza, lino o sangallo.

Con l’abito lungo la tradizione vuole il velo, per quello corto i capelli possono essere raccolti in uno chignon che valorizza il viso ed il décolleté. Le scarpe sono fatte con il tessuto del vestito. Le calze preferibilmente chiare o bianche, così da formare un insieme coordinato alla perfezione. Per quanto riguarda il matrimonio civile, ugualmente impegnativo e formale, le spose prediligono un abito alla caviglia o corto.