Ufficiale o no, il fidanzamento è una tappa obbligatoria per la coppia che intende sposarsi. Di solito viene considerato quel momento che va dall’annuncio del, o meglio, dalla decisione di sposarsi, al giorno delle nozze. Anche se i rispettivi genitori conoscono bene il ragazzo della figlia o la ragazza del figlio ( che frequentano ormai assiduamente e senza alcuna formalità le rispettive tavole apparecchiate), solitamente è corretto da parte dello sposo avere un colloquio con il futuro suocero.


Niente di formale, semplicemente una conversazione cordiale durante la quale gli parlerà di se, dei suoi sentimenti, della sua posizione, delle sue possibilità, delle sue aspirazioni. Come prima cosa naturalmente gli comunicherà ufficialmente la decisione presa. Con molta probabilità si sentirà rispondere “ me lo aspettavo”.

Ai genitori di lui la notizia invece verrà fatta sapere da tutti e due i giovani insieme, magari davanti ad una tazza di thè. L’iniziativa dopo queste prime fasi passerà ai quattro genitori: una telefonata della madre di lei alla madre di lui e un invito a cena entro una settimana, con tono molto semplice e informale, coronerà la prima fase del fidanzamento.


Ci vogliono circa sei mesi per organizzare un matrimonio, dunque è bene che il fidanzamento se lo si desidera annunciare, avvenga in tale periodo, cioè sei mesi prima delle nozze. Dopo i passi con le rispettive famiglie, oggigiorno la notizia si diffonde via telefono prima ai parenti e poi agli amici. Ma c’è chi tiene alla tradizione e allora invierà cartoncini stampati con l’annuncio del fidanzamento della figlia.


Quando si segue questa etichetta è bene che tutti i passi successivi siano improntati sullo stesso stile, più tradizionale e formale. Quindi non dovrà mancare il ricevimento, annunciato da inviti che seguiranno di poco i precedenti biglietti che annunciavano il fidanzamento ufficiale.

“Vi siete fidanzati? Vediamo l’anello…”, si sentirà chiedere la futura sposa, non appena comunicherete la notizia. Eh si, perché è proprio quel cerchietto prezioso intorno al vostro dito che ufficializza il tutto, come la fede nuziale lo farà dopo sposati. Al futuro sposo il compito di acquistarlo (mai fare una spesa al di sopra delle proprie possibilità: non è di buon gusto e la classe non si misura in carati), o di procurarselo tra i gioielli di famiglia. L’importante è che abbia una pietra preziosa, non necessariamente un brillante.



Si può scegliere anche tra smeraldo, rubino, zaffiro. Attenzione però, le pietre parlano. Il brillante vuol dure eternità, il rubino simboleggia la passione, lo zaffiro la fedeltà, lo smeraldo la speranza ed il successo. Toccherà poi alla donna ricambiare con un regalo duraturo. Un orologio d’oro o, se costa troppo, i gemelli o un fermacravatta secondo i gusti.