Se scegliete il rito religioso, automaticamente l’atto verrà trascritto allo stato civile e avrà valore civile, mentre non è vero il contrario. In ogni caso, al parroco o all’ufficiale di stato civile che celebrerà il vostro matrimonio, dovranno essere presentati una serie di documenti per la richiesta delle pubblicazioni.

 

Ma che cosa sono le pubblicazioni? Se non vi siete mai sposati è difficile che lo sappiate. Con questo termine si indica la pubblica affissione di un foglio recante le generalità dei due promessi sposi, la professione, la loro intenzione di contrarre matrimonio, le generalità dei genitori, ed il luogo di celebrazione del matrimonio. Tale pubblicazione avviene in comune ed in chiesa, esposta per due domeniche consecutive o feste di precetto.

Documenti da presentare

Se vi sposate in chiesa, la prima cosa da fare sarà quella di informare il responsabile della parrocchia (l’arciprete, il parroco) della vostra intenzione. Sarà lui stesso a fornirvi tutte le informazioni necessarie. Poi cominciate a procurarvi i documenti. Alla parrocchia dovrete presentare:

  • Certificati di Battesimo: da richiedere alla parrocchia in cui si è stati battezzati; se questa si trova fuori dalla vostra diocesi dovrete far vidimare i certificati dalla Curia competente per territorio;
  • Certificati di Cresima: da richiedere alla parrocchia in cui siete stati cresimati; se questa si trova fuori della vostra diocesi attuale, dovete provvedere alla vidimazione come sopra;
  • Dichiarazione di stato libero religioso: da presentare da parte di coloro che risiedono fuori diocesi o hanno abitato per un periodo superiore ai 6 mesi fuori dalla diocesi; da rendere alla presenza di due testimoni nella parrocchia di residenza o in quella in cui si è abitato, vidimata come sopra.

Presentati questi documenti, il parroco procederà al consenso religioso, concesso ai futuri sposi separatamente e consegnerà la richiesta di pubblicazione da presentare in municipio insieme ai seguenti documenti:

  • Estratto per riassunto dell’atto di nascita, da richiedere al Comune in cui si è nati.
  • Certificato contestuale, da richiedere all’anagrafe del Comune in cui si risiede;
  • Dichiarazione, resa da parte di coloro che esercitano o hanno esercitato la patria potestà che gli sposi non si trovano in nessuna delle condizioni che impediscono il matrimonio (se i genitori degli sposi non fossero disponibili, questa formalità può esplicarsi tramite la trasmissione di documenti in busta sigillata da Comune a Comune);
  • Per lo sposo che non ha compiuto i 26 anni: congedo militare o documento equivalente.

Dopo la presentazione dei documenti, l’ufficiale di stato civile convocherà i futuri sposi per il consenso civile, che va reso alla presenza di due testimoni, muniti di documenti d’identità. A pubblicazioni avvenute viene rilasciato il nulla-osta alla celebrazione del matrimonio, che ha validità di 6 mesi. Se tale limite viene superato, è necessario provvedere a rinnovarle.

Non sarete colti alla sprovvista se seguirete alcune semplici regole per organizzare meglio il giorno del fatidico sì. Bisognerà pensare a tante cose ed è per questo che il primo consiglio è quello di affidare in buone mani certi aspetti (come le bomboniere, le foto, le decorazioni floreali, il buffet) per tenere per sé pochi ma fondamentali elementi chiave, come la scelta degli invitati, che è meglio non delegare ad altri.

È meglio occuparsi di poche cose, che verranno fatte sicuramente bene. Ecco comunque alcune brevi note e suggerimenti di galateo che potrebbero guidare le vostre scelte.