La celebrazione del matrimonio civile è molto più breve di quella religiosa, non dura più di un quarto d’ora. Avviene cosi in fretta ( sopratutto se l’ufficiale di stato civile ha un altro impegno poco dopo), che di solito lascia un po storditi sposi ed invitati.

Poco spazio lasciato quindi alla magia e alla poesia del momento, tanto, che è per questo che, anche tra le coppie meno osservanti, il rito in Chiesa resta sempre il più diffuso. Vediamo comunque come avviene. Il luogo è una saletta del municipio.

I due sposi si presenteranno nel giorno prestabilito all’ufficiale di stato civile, un funzionario che può essere il sindaco, un assessore o un consigliere comunale (raramente il primo cittadino, se ci troviamo in città). Questi, legge un breve testo sui doveri che riguardano gli sposi, i quali rispondono alle domande con il si.

Avviene poi lo scambio degli anelli e tutto si conclude con la firma dell’atto di matrimonio da parte della coppia e dei testimoni. E’ sempre in questo momento che gli sposi possono, se lo hanno concordato in precedenza, dichiarare di scegliere il regime patrimoniale di separazione dei beni.

La Puntualità



Importante, nel matrimonio civile, la puntualità: se in Chiesa solitamente l’intera giornata è dedicata ad una cerimonia di nozze, in municipio ci possono essere diverse celebrazioni, una di seguito all’altra per non parlare degli impegni di sindaci ed assessori, che di solito hanno l’agenda piena di appuntamenti (consigli comunali, riunioni di giunta, presenze ad inaugurazioni, cerimonie, convegni, feste popolari), sabati compresi.

Da ricordare



Da ricordare anche ai testimoni di portare documenti validi: capita spesso (e ne sanno qualche cosa gli stessi funzionari civili) che si debba cambiare un testimone scegliendone uno li per li (magari fermandolo per strada) perché nella fretta e nell’emozione dell’evento uno dei due testimoni prescelti si sia dimenticato di mettere nella tasca dell’abito nuovo o nella borsetta appena acquistata, un documento qualsiasi in corso di validità.